Bonifica siti contaminati da idrocarburi. Quali rischi per la salute?

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La contaminazione da idrocarburi è molto frequente in tutti quei luoghi in cui vi è la lavorazione degli stessi, come raffinerie, petrolchimici, impianti per la generazione di energia elettrica e ambienti industriali in genere.

Fattori di rischio per i lavoratori

I fattori di rischio nel caso di lavori di bonifica dei siti contaminati da idrocarburi dipendono dalle caratteristiche chimiche e tossicologiche dei prodotti lavorati nel sito stesso. Il rischio è a sua volta collegato ad inalazione, contatto ed ingestione delle sostanze tossiche. Per valutare il rischio è necessario tenere in considerazione anche la concentrazione degli agenti inquinanti nell’area da bonificare.

La normativa italiana prevede che prima di iniziare le operazioni di bonifica vi sia una corretta valutazione del rischio per poi applicare tecniche di bonifica dei siti contaminati in modo da evitare danni agli operatori che eseguono le varie attività. Proprio per questo è obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione individuale che possano proteggere le vie respiratorie dall’inalazione delle sostanze nocive. Il pericolo degli idrocarburi cambia in base alla composizione dei prodotti. Può essere dovuto alla presenza di benzene, benzopirene, crisene, derivati dell’antracene, questi, infatti, hanno potere cancerogeno e mutagene, quindi le esposizioni, soprattutto se ad elevate concentrazioni, può portare gravi danni alla salute. Basti pensare che anche il fumo di sigarette e l’inquinamento ambientale in città possono portare a sviluppare forme tumorali per capire quanto può essere potenzialmente dannosa un’esposizione ad elevate concentrazioni. Diversi i rischi derivanti dall’esposizione ad idrocarburi gassosi come metano ed etano che agiscono come asfissianti e narcotici. Vi sono, inoltre i distillati del petrolio come la benzina, questi possono danneggiare fegato, reni, polmoni e interagire con il sistema nervoso centrale. I primi sintomi di un avvelenamento dovuto ad esposizione ad idrocarburi sono irritazione polmonare, nausea e vomito.

Come proteggere le vie respiratorie durante le operazioni di bonifica?

L’elevato rischio per la salute derivante dalle operazioni di bonifica siti contaminati da idrocarburi richiede l’uso di dispositivi di protezione individuale realizzati a norma di legge e controllati costantemente al fine di mantenere l’efficienza nel tempo.

Per la protezione delle vie respiratorie è necessario indossare un respiratore adatto che permetta di avere sempre aria pulita da respirare. È necessario che il dispositivo per la protezione delle vie respiratorie mantenga l’addetto in sicurezza, di conseguenza il flusso d’aria deve lambire lo schermo in modo da non appannarlo e assicurare in ogni momento la perfetta visibilità. Per evitare mancamenti la maschera deve permettere di avere sotto controllo anche la pressione con cui l’aria viene inviata. I vari dispositivi per la protezione delle vie respiratorie durante la bonifica da idrocarburi devono essere comunque leggeri in modo che l’operatore possa seguire normali turni di lavoro, adattabile alla forma del viso, in modo che ognuno possa trovare il giusto comfort, e dotata di valvola di espirazione per eliminare l’aria espirata e quella eventualmente in eccesso all’interno della maschera. Visto l’elevato rischio di esplosioni legato alla presenza di idrocarburi, i materiali da cui è composta la maschera devono essere tali da resistere anche a tale evenienza.

L’azienda Kasco srl, fornisce un respiratore ad aria compressa a flusso continuo che è particolarmente suggerito per l’uso durante la bonifica di siti contaminati da idrocarburi.