Quali sono i DPI di terza categoria?

DPI di terza categoria

I DPI di terza categoria rappresentano il massimo livello di protezione per i lavoratori e sono strumenti atti a preservarne la salute contro i danni gravi derivanti dalla specifica mansione svolta nel luogo di lavoro.

L’uso dei DPI è obbligatorio?

In alcuni ambiti, i DPI di terza categoria, sono obbligatori, come specificato nel D.Lgs. 81/08 mentre, in altri casi, sono facoltativi e la scelta di indossarli o meno è a discrezione del lavoratore o del suo titolare. Il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) richiama, all’interno dell’articolo 76 “Requisiti dei DPI” (Dispositivi di Protezione Individuale), il Decreto Legislativo del 4 dicembre 1992 n. 475 e le sue successive modificazioni, come riferimento per verificare la conformità e l’adeguatezza degli stessi DPI.

Questo Decreto Legislativo distingue i dispositivi di protezione individuale in tre categorie secondo la loro capacità di proteggere da rischi più o meno gravi. Nella prima categoria fanno parte i DPI in grado di proteggere da rischi fisici denominati di “modesta entità” che non mettono in pericolo la vita e la salute del lavoratore. Questi DPI sono inoltre di semplice progettazione ed il loro utilizzo non richiede un particolare addestramento da parte dell’azienda al dipendente che li debba utilizzare. Di questa categoria fanno parte tutti i dispositivi di protezione individuale capaci di evitare contatti o urti con corpi caldi (aventi una temperatura non superiore ai cinquanta gradi centigradi) o di proteggere da vibrazioni o da radiazioni la cui esposizione non provochi comunque danni permanenti al lavoratore.

Ovviamente, anche nei casi in cui la legge preveda il libero arbitrio da parte dei lavoratori, il consiglio è quello di indossarli sempre e comunque in relazione alla mansione svoltasono un’assicurazione sulla vita che permette di non incorrere in malattie irreversibili che possono compromettere in via definitiva la salute del lavoratore, conducendo alla morte nei casi più gravi.

Quali DPI rientrano nella terza categoria?

Nel gruppo dei DPI di terza categoria ricadono tutti gli strumenti capaci di proteggere il lavoratore da danni gravi o permanenti per la sua salute e dal rischio di morte. Questi dispositivi di protezione individuale sono utili per la protezione: del capo dal rischio di urti accidentali, degli occhi e del volto da schegge, scintille e residui di lavorazioni (come ad esempio i trucioli), del corpo dal rischio elettrico (fulminazione o folgorazione), da temperature superiori ai cento gradi, dalle cadute dall’alto (linee vita, imbracature, mantovane, ecc.).

Tra i DPI di terza categoria rientrano:

  • Imbracature: quando si opera in quota, lavorare con un ancoraggio stabile e sicuro rappresenta l’unica forma di protezione che si può attuare contro le cadute accidentali. Le imbracature permettono al lavoratore di operare in totale sicurezza ma anche comodità, perché sono appositamente studiate per non intralciare i movimenti e permettere il normale svolgimento dell’attività lavorativa. Le imbracature ventrali sono le più diffuse: sono quelle costituite dalla doppia asola inguinale e ancoraggi di sicurezza sul retro.
  • Elmetti: questo è forse il DPI di terza categoria più diffuso, perché è previsto in diversi ambiti lavorativi. Gli elmetti di terza categoria proteggono il cranio contro le cadute accidentali del lavoratore ma anche contro le cadute accidentali di materiali dall’alto. Quelli omologati e rispettosi della legge devono essere muniti di aggancio di sicurezza sotto il mento, per evitare che possa scivolare via. Alcuni modelli di elmetto sono dotati di visiera, contro gli agenti irritanti per gli occhi, di dispositivi otoprotettivi per preservare la salute dell’apparato uditivo, oppure di maschere per la protezione delle vie aeree. Ciascuna di queste dotazioni è relativa a un ambito operativo specifico e affinché l’elmetto sia idoneo all’utilizzo negli ambienti di lavoro deve essere omologato CE secondo la normativa vigente. Gli elmetti con respiratore o maschera di protezione possono essere con o senza filtro, integrati con gli occhiali di protezione o meno, in base al livello di protezione che si vuole raggiungere.
  • Autorespiratori: i dispositivi di protezione delle vie respiratorie rientrano nella definizione dei DPI necessari alla protezione del lavoratore da grandi rischi per la sua salute, quindi rientrano nella terza categoria. Tra questi possono essere ricordati i “mezzi filtranti”, capaci di filtrare l’aria dell’ambiente, i “mezzi che prelevano aria da bombole o da cartucce”, in grado di fornire ossigeno a lavoratori in atmosfere sature di gas nocivi ed i “mezzi che prelevano aria da atmosfere non inquinate”.

Per l’utilizzo corretto di questi DPI è inoltre necessario che i lavoratori siano adeguatamente formati ed informati su come indossarli, pulirli, manutenerli, capire quando sostituirli e imparare ad utilizzarli in maniera corretta e consapevole.

Kasco srl fornisce diversi tipi di DPI per le vie respiratorie.