Operatori sanitari: come difendersi dalle malattie infettive quando si assistono malati gravi

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Nonostante la prevenzione delle malattie infettive sia ormai giunta a livelli altissimi, restano purtroppo focolai infettivi che divampano soprattutto in Paesi in via di sviluppo. Complice la globalizzazione e la facilità di spostamento delle persone, dai focolai le infezioni possono spostarsi anche in distretti lontani. Come difendersi dalle malattie infettive? È possibile assistere i malati senza correre rischi di infezione? Queste le domande a cui si cercherà di dare una risposta.

Essenziale l’uso di DPI adatti

Per gli operatori che assistono pazienti colpiti da malattie infettive è essenziale evitare qualunque contatto con il sangue del paziente anche attraverso ferite ed escoriazioni. È essenziale l’uso di guanti e di dispositivi di protezione individuale (DPI) che oltre ad evitare lo scambio di fluidi corporei, proteggano anche dalle secrezioni, ad esempio quelle dovute alla respirazione. Per gli operatori è essenziale adoperare maschere o respiratori, camici idonei, guanti e l’automonitoraggio, cioè valutare ogni piccolo cambiamento e sintomo e sottoporsi immediatamente a screening in caso di dubbio al fine di evitare ogni possibile contagio.

I dispositivi di protezione individuale per assistenza al malato con malattia infettiva devono ovviamente essere integri e perfettamente funzionanti altrimenti si annulla l’efficacia. Particolare attenzione deve essere posta nel caso in cui si eseguano procedure come l’intubazione, lavaggio bronco-alveolare, ventilazione manuale e procedure diagnostiche sull’apparato respiratorio. In questi casi è necessario che nella stanza sia presente il minor numero possibile di persone, che siano utilizzate mascherine specifiche e camici con maniche lunghe, i guanti devono essere monouso e gettati al termine di ogni operazione.

Dispositivi di protezione per le vie respiratorie contro l’Ebola

Tra le infezioni che nell’ultimo anno hanno generato maggiori timori vi è di sicuro l’Ebola, o febbre emorragica. L’ebola si trasmette attraverso fluidi corporei, come sangue, urina, feci saliva, sperma. È bene sottolineare che il virus Ebola può essere eliminato da indumenti con sapone e candeggina, quindi un corretto lavaggio dei vestiti in zone a rischio può aiutare a prevenire. Si tratta di una patologia che ha il 90% di mortalità e proprio per questo per gli operatori sanitari la prevenzione è essenziale, anche perché sono le persone maggiormente a rischio, insieme ai familiari e agli operatori dei servizi funebri.

Tra i dispositivi protezione, suggeriti in questi specifici casi, ci sono particolari maschere di protezione che aiutano ad evitare il contagio perché l’aria viene aspirata e, attraverso i filtri di cui dispongono, viene depurata al 100% e quindi non vi è il rischio di contagio. Ovviamente queste maschere devono essere abbinate ad altri idonei dispositivi di protezione come guanti e tute.

L’azienda Kasco fornisce dispositivi di protezione respiratoria individuale adatti per gli operatori sanitari durante l’assistenza al malato con malattie infettive molto gravi.