Quali DPI è consigliabile usare durante la lavorazione del legno?

dpi-lavorazione-legno

Quello del falegname è uno dei mestieri artigianali più nobili, praticato dall’uomo fin dai tempi più remoti. Lavorare il legno è un’arte, è una passione che si tramanda di generazione in generazione e permette di realizzare manufatti dall’elevatissimo valore.

Chi lavora il legno conosce perfettamente le difficoltà di questo lavoro, soprattutto sa perfettamente che le diverse fasi della lavorazione richiedono un’attenzione diversa in base agli strumenti e ai prodotti impiegati.

La lavorazione del legno: quali sono i rischi

Lavorare il legno significa seguire precise fasi che implicano gradi di pericolo differenti. Tra i rischi più comuni per chi lavora il legno ci sono senza dubbio quelli correlati alle malattie del sistema respiratorio, a causa della produzione, in fase di lavorazione, di polveri che vengono facilmente inalate dal falegname.
Le polveri del legno sono di grandezza differente in base alla lavorazione subita dal materiale: le polveri derivate dal carteggiamento, per esempio, sono più sottili rispetto a quelle prodotte dal taglio e dalla fresatura. Entrambe, comunque, sono piuttosto volatili e si possono introdurre nell’organismo attraverso il naso e la bocca. Non sono da sottovalutare nemmeno i rischi derivanti dai prodotti chimici che vengono spesso impiegati nelle operazioni di rifinitura del legno. Si tratta di vernici e di diluenti che sprigionano vapori che possono irritare le vie respiratorie provocando seri problemi all’apparato respiratorio, comprese infezioni e problematiche croniche.
Per questo motivo, ormai da qualche anno, il legislatore ha previsto l’utilizzo di dpi per la lavorazione del legno per tutti i falegnami e gli operatori che quotidianamente operano a contatto con i macchinari e con il materiale nelle fasi della lavorazione dalla materia prima al prodotto finito.

Dpi: lavorazione del legno e sicurezza

I dispositivi di protezione individuale per la lavorazione del legno sono soprattutto pensati per proteggere le vie respiratorie dell’operatore durante le fasi più critiche. Sono diverse le soluzioni che possono essere adottate per impedire l’immissione nell’organismo delle polveri del legno: le maschere protettive disponibili sul mercato sono senza dubbio variegate ma non tutte si prestano e sono idonee a questo scopo per la loro struttura.

Senza dubbio, uno dei dpi per la lavorazione del legno più utili e sicuri è il respiratore, ossia la maschera a protezione di naso e bocca che permette all’operatore di respirare in completa autonomia anche in presenza di agenti tossico o dannosi in sospensione aerea.
Il respiratore è dotato di un filtro che impedisce alle micro particelle, quindi anche alle polveri del legno, d’insinuarsi all’interno delle vie respiratorie. Alcuni modelli più avanzati possono essere definiti smart, rispondenti alle esigenze del lavoratore moderno che desidera ottimizzare le risorse. Infatti, sono dotati di sistema di attivazione a richiesta, ossia il filtro agisce nella purificazione dell’aria venendo attivato dall’attività respiratoria di chi lo indossa: in questo modo viene ottimizzata la durata della batteria. L’aria che viene espirata dall’operatore, inoltre, è considerata in eccesso all’interno della maschera e viene espulsa attraverso una valvola unidirezionale, che permette all’aria di uscire ma non di entrare. In questo modo si evita il fastidioso fenomeno dell’appannamento e, quindi, l’accumulo di umidità all’interno del dispositivo.
I modelli più moderno non necessitano di cavi e di tubi, sono estremamente compatti, quindi comodi e facili da indossare, perfettamente adatti per essere indossati anche per un lungo periodo di tempo.

Respiratori e maschere con queste caratteristiche, sono forniti dall’azienda Kasco srl, in particolare il Respiratore Cleanspace2 dotato di una centralina ultraleggera e compatta che fornisce aria fresca e pulita a richiesta durante la respirazione.