Rischio verniciatura: ecco come difendersi in modo efficace

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Tutti gli operatori coinvolti dall’attività di verniciatura, sia a livello di fabbricazione di prodotti che a quello dell’utilizzazione degli stessi, sono suscettibili di contatto con sostanze chimiche manipolate o respirate durante i lavori. Gli agenti dannosi sono rappresentati dagli ingredienti delle vernici ma anche dai diluenti e dai solventi, in forma liquida o di gas.

Il rischio chimico nella verniciatura: dalle riniti ai tumori

I più esposti durante le operazioni di applicazione sembrano in particolare gli addetti alla verniciatura a spruzzo, a causa della considerevole dispersione di particelle implicata da tale metodologia di lavoro. Per quanto riguarda la fase successiva, il pericolo nell’asciugatura deriva soprattutto dai solventi e dai diluenti. Ma il rischio non si concentra solo nell’esecuzione, dato che l’esposizione agli agenti chimici si ha anche nelle attività collaterali di assistenza e manutenzione.
Passando agli effetti sulla salute derivanti dalla verniciatura, le conseguenze sono diverse, sia a livello di organi colpiti che di gravità.
I danni più comuni sono di ordine cutaneo e respiratorio e fortunatamente non vanno al di là di un’azione irritativa e allergica.
Comunque sia, i pregiudizi più seri non sono certo da sottovalutare, considerando che le alterazioni del sistema nervoso causate dall’inalazione di molecole di solventi organici possono portare persino alla perdita di coscienza.
Per non parlare dell’attenzione da riservare ad ingredienti potenzialmente cancerogeni, tra cui si ricordano i tanti composti del cromo esavalente, come il piombo cromato molibdato rosso, il giallo di piombo solfocromato, il cromato di stronzio e il cromato di bario, la cui cancerogenicità verso il polmone è ormai unanimemente riconosciuta.

In ogni caso, spesso il datore di lavoro gode di opzioni alternative che gli permettono di sostituire le materie prime dannose con altre che comportano minori rischi per la salute, scambiando ad esempio vernici a base di solventi organici con tinture ad acqua o pigmenti cromati con colori naturali.
Purtroppo, però, lo scambio non è sempre possibile, in quanto l’effetto ottico finale può risultare del tutto differente.
Ciò non significa comunque che il datore di lavoro possa esimersi dal salvaguardare i propri dipendenti, il cui livello di esposizione dovrà sempre essere ridotto al più basso valore tecnicamente possibile.

L’importanza della valutazione dei rischi e dei DPI

Per assicurare che i rischi dei lavoratori permangano al di sotto dei valori limite di esposizione, il datore di lavoro dovrà procedere alla loro valutazione, prevedendo un monitoraggio ambientale o comunque informandosi adeguatamente, in modo da individuare le misure più appropriate per combatterli.
Tra queste ultime figurano ovviamente i dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie, che dovranno essere conformi alle normative europee e la cui classe di filtro, andrà rapportata alla concentrazione e al tipo di inquinante presente nell’ambiente.

I dpi per le vie respiratorie per la verniciatura sono disponibili nella versione semimaschere, maschera e caschi.
Nel caso di semimaschere e maschere sono disponibili modelli a pressione negativa e a pressione positiva (o elettroventilati). I caschi esistono solo nella versione elettroventilata.
I respiratori con semimaschera coprono bocca e naso, quelli con maschera proteggono l’intero viso; quelli con casco infine, i più completi, danno una protezione completa a tutto il capo (orecchie, testa, capelli). Inoltre possono essere indossati anche da portatori di lenti e di barba senza compromettere il grado di protezione.

Tra questi ricordiamo il Respiratore K80 T8, prodotto dall’azienda Kasco, grazie al quale l’aria viene aspirata e depurata attraverso i filtri per mezzo di una centralina ed è inviata tramite il tubo all’interno del casco, la pressione positiva aiuta una confortevole respirazione anche sotto sforzo e impedisce l’appannamento della visiera. Leggero da indossare e certificato secondo le norme internazionali.