L’esposizone professionale ai solventi è pericolosa? I solventi sono cancerogeni?

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I disturbi delle vie respiratorie contratti durante l’esposizione professionale ai reagenti chimici dipendono, in gran parte, dalla natura dei solventi. Così, per esempio, respirare per troppo tempo i prodotti di verniciatura, può portare allo sviluppo del cancro dei polmoni, dei bronchi delle alte vie respiratorie, e persino dei tessuti del naso e della bocca.

Solventi, cancerogeni o no?

Come è stato dimostrato da alcune ricerche scientifiche e da studi a base statistica effettuati in Europa, l’esposizione professionale ai solventi di vario genere può portare allo sviluppo di alcune malattie delle vie respiratorie. Tali malattie potrebbero avere sia un carattere cronico, sviluppandosi quindi in un lungo periodo di tempo e provocando dei sintomi che possono rimanere per tutta la vita, che un carattere acuto. I disturbi delle vie respiratorie contratti durante l’esposizione professionale ai reagenti chimici dipendono, in gran parte, dalla natura dei solventi. Così, per esempio, respirare per troppo tempo i prodotti di verniciatura, può portare allo sviluppo del cancro dei polmoni, dei bronchi delle alte vie respiratorie, e persino dei tessuti del naso e della bocca, che per primi vengono a contatto con gli agenti cancerogeni. Le altre malattie causate dall’inalazione di solventi chimici durante lo svolgimento del lavoro spaziano dalla bronchite, sia acuta che cronica, passando per la polmonite, anch’essa di entrambi i caratteri, fino ad altri tipi di disturbi di diverso carattere.

Per ovviare a questi problemi è possibile utilizzare maschere respiratorie che depurano l’aria. In altri casi è anche consigliato fare una distinzione tra i solventi di vari generi. Bisogna comprendere quali di essi siano cancerogeni, tenere in conto la loro attività chimica e biologica, la grandezza delle molecole, scegliere in modo idoneo il filtro e la maschera da utilizzare. La suddivisione delle vernici in “vernici all’acqua, al solvente oppure a polvere” non è più sufficiente. Perché nonostante una buona parte dei solventi sia cancerogena, tutt’ora c’è comunque troppa confusione nel’ambito lavorativo.

Protezione dai solventi cancerogeni

Come è già stato accennato, per proteggersi adeguatamente dal rischio causato dalle polveri dei solventi e dalle molecole dei solventi stessi, bisogna utilizzare un’apposta maschera filtrante. Molti test, sia scientifici che semplicemente lavorativi, hanno dimostrato che utilizzare apposite maschere con filtrazione dell’aria diminuisce la probabilità di sviluppare i disturbi all’apparato respiratorio. Spesso, inoltre, è consigliato l’utilizzo di caschi, la cui protezione dalle sostanze nocive presenti nell’aria durante le evaporazioni dei solventi diminuisce drasticamente la probabilità di sviluppo delle malattie. I caschi di protezione e le varie maschere che si trovano sul mercato, sono pensati in difesa dei lavoratori; tali dispositivi sono dotati di apposite batterie, che permettono la filtrazione dell’aria con un’autonomia di diverse ore. Usandoli i lavoratori possono continuare a operare senza pause per diverso tempo, minimizzando il rischio di contrarre vari e pericolosi disturbi dell’apparato respiratorio. I caschi forniscono un’adeguata protezione dall’esposizione agli agenti nocivi anche agli occhi. Tutt’ora nel mondo della scienza sono in corso diversi studi e varie valutazioni per diminuire ulteriormente il rischio di sviluppo delle malattie in tutti gli operatori che lavorano con solventi cancerogeni o semplicemente pericolosi per la salute umana.

L’azienda Kasco srl, fornisce una tipologia di casco protettivo che è particolarmente suggerito durante le lavorazioni a contatto con i solventi. Il respiratore, certificato secondo norme internazionali, si adatta a tutte le misure e ad operatori con barba ed occhiali inoltre è disponibile in diverse varianti con accessori posizionati in cintura o integrati nel casco.