Lesioni acute da inalazione di agenti chimici: chi è a rischio? Come proteggersi?

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Le lesioni acute da inalazione di agenti chimici sono uno dei rischi a cui sono maggiormente sottoposti gli operatori di determinati settori, in particolare industriali ma non solo. Infatti, questi danni si verificano a causa della sospensione di particelle chimiche nell’aria, che possono essere facilmente introdotte all’interno dell’organismo mediante il semplice atto del respirare.

Lesioni da inalazione: quali i lavori a rischio?

Le lesioni acute da inalazione di agenti chimici sono uno dei rischi a cui sono maggiormente sottoposti gli operatori di determinati settori, in particolare industriali ma non solo. Infatti, questi danni si verificano a causa della sospensione di particelle chimiche nell’aria, che possono essere facilmente introdotte all’interno dell’organismo mediante il semplice atto del respirare. Solventi, acidi organici, spore e tossine, metalli pesanti, fumi, pirolisi di materiali plastici sono solo alcuni dei composti che, se inalati, possono provocare lesioni acute all’organismo. I danni possono essere diversi, dalle semplici irritazioni alle ustioni, a seconda della gravità queste lesioni possono anche condurre al decesso della persona esposta. Dalla tipologia di agenti coinvolti, è facile capire quali siano le professioni in cui si rischiano maggiormente le lesioni da inalazione.

Andando con ordine, gli operai del settore chimico e farmaceutico impegnati nelle fasi di sintesi e produzione sono tra le figure più esposte. Qui, l’utilizzo di solventi e acidi è abbondante ed è sufficiente un impercettibile errore per causare un grande problema. Sempre in ambito industriale, anche se in misura minore, sono esposti gli operai metallurgici, giacché in questo settore non è raro che per alcuni passaggi produttivi vengano impiegati solventi e composti altamente volatili e pericolosi. Sono a rischio anche gli operai del settore della falegnameria, perché per il trattamento del legno è frequente impiegare solventi con una certa forza, molto spesso particolarmente volatili.

Anche nel settore agricolo si è esposti ai danni da inalazione di sostanze chimiche. Nell’agricoltura moderna, infatti, molti concimi e trattamenti sono addizionati con sostanze chimiche capaci di causare notevoli problemi se inalati.
In ultimo, ma non per importanza, sono da segnalare gli operatori per la sicurezza contro gli incendi, perché il calore è uno dei principali catalizzatori di alcune tipologie di reazioni capaci di sviluppare gas tossici altamente irritanti.
Quando si opera in situazioni in cui è facile inalare sostanze tossiche, sintomi anche lievi non possono essere sottovalutati. Pruriti, sensazione di calore, di soffocamento, percezione di un rigonfiamento localizzato nella zona tracheale possono essere i segnali di una lesione acuta in atto, per cui è necessario rivolgersi immediatamente al presidio medico più vicino.

Come proteggersi dall’inalazione di sostanze tossiche

Chi svolge questi lavori è consapevole del rischio a cui va incontro e la legge sulla sicurezza del lavoro in merito è piuttosto chiara. Chi si trova a operare in condizioni di pericolo e/o rischio, è tenuto a indossare i Dispositivi di Protezione Individuale specifici, progettati e studiati proprio per creare un filtro difensivo contro l’inalazione degli agenti di rischio.
L’elettrorespiratore con casco è uno dei sistemi maggiormente sicuri, giacché prevede una copertura e protezione a 360 gradi, completa dalla testa: viso, occhi, orecchie e vie respiratorie al completo sono protette dai gas e dalle polveri tossiche. La respirazione assistita è pratica e comoda, l’aria viene immessa all’interno del casco solo dopo essere stata filtrata e la tecnologia a flusso continuo di aria garantisce il massimo comfort dell’operatore, perché impedisce l’appannamento della visiera del casco e, quindi, il massimo grado di visibilità anche dopo un lungo utilizzo.
Oltre al casco, che rappresenta il sistema di protezione totale, esistono anche le maschere intere protettive con elettro-respiratore, che garantiscono il massimo standard di sicurezza grazie al principio della pressione positiva. Sono maschere ergonomiche con semi-maschera interna che impedisce l’appannamento del dispositivo, anche nel caso in cui l’operatore si trovi a lavorare in condizioni estreme.
Questi dispositivi di ultima generazione sono alimentati mediante un pack batteria da allacciare alla cintura, che libera l’operatore da qualsiasi collegamento che potrebbe, in qualche modo, intralciarne il lavoro e rallentarne l’operato, oltre che causare un disagio notevole in caso di utilizzo prolungato. L’autonomia elevata garantisce lunghe sessioni operative.