Formaldeide: cos’è, in quali settori lavorativi si trova, come difendere le vie respiratorie

Chi non ha mai sentito parlare di formaldeide? Probabilmente nessuno, si tratta infatti di un composto chimico, appartenente alla famiglia dei composti organici volatili, utilizzato in molti settori con cui quotidianamente si entra a contatto. Ecco cosa è necessario sapere.

Cos’è la formaldeide

La formaldeide, chiamata anche formalina, è una sostanza chimica che a temperatura ambiente si trova allo stato gassoso, ma in commercio è normalmente in forma liquida, in quanto solubile in acqua. Si tratta di un composto chimico la cui formazione parte dall’ossidazione del metanolo. Nonostante gli elevati rischi che si vedranno in seguito, è molto utilizzata nel settore industriale e proprio per questo presente nelle case della maggior parte delle persone.

L’uso più frequente è nella realizzazione di resine sintetiche e quindi nella costruzione di mobili, truciolati, compensati, moquette, tendaggi. Non solo, perché in alcuni casi è in uso anche nei cosmetici, in particolare nello smalto, shampoo, tinture, prodotti liscianti, deve però essere sottolineato che le evidenze scientifiche dimostrano che in piccolissime quantità non provoca danni alla salute, proprio per questo è fissato per legge il limite dello 0,2%. L’uso di formaldeide nei cosmetici è giustificato dalla sua funzione battericida e quindi funge da conservante. In ogni caso è bene controllare l’etichetta quando si comprano i cosmetici in quanto la formaldeide dal 2004 è nella lista delle sostanze cancerogene.

Quali rischi per i lavoratori e quali le soluzioni

La tossicità della formaldeide aumenta in modo esponenziale durante la lavorazione dei prodotti, infatti, le elevate percentuali e le temperature a cui si lavora, spesso molto alte sono fonte di inquinamento fotochimico. Le zone maggiormente colpite sono quelle dell’apparato rino-faringeo, dove può causare formazioni cancerogene, inoltre si evidenzia anche un danno alle cellule del sangue e il rischio di contrarre leucemia. Proprio per questo nelle aziende in cui i lavoratori sono a contatto con formaldeide vige l’obbligo di sottoporre i lavoratori a controlli periodici, tenere il registro degli esposti, da inviare ogni tre anni all’INAIL e alla ASL. Al fine di prevenire problemi di salute è comunque fatto obbligo di dotare gli addetti alla lavorazione con formaldeide di idonei dispositivi di protezione individuale.

La tipologia di presidio da scegliere deve essere in grado di proteggere le parti sensibili del lavoratore. Si è visto, infatti, che sono colpite le vie respiratorie superiori e sempre attraverso queste vi può essere contaminazione del sangue. È necessario fornire quindi maschere in grado di proteggere naso e bocca fornendo al lavoratore aria depurata. Le maschere devono avere filtri in grado di bloccare le particelle di formaldeide e devono essere sempre mantenute efficienti, sostituendole quando con l’ordinaria manutenzione non si riesce a fornire comunque la certezza di avere aria filtrata. Le maschere per proteggere i lavoratori da formaldeide devono essere in grado di tutelare anche la sicurezza e quindi la maschera deve essere sempre disappannata, in modo che vi sia una perfetta visibilità. Il DPI deve inoltre assicurare efficienza per l’intero turno lavorativo e assicurare l’espulsione dell’aria espirata.