Perché usare maschere antipolvere professionali?

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L’esposizione alle polveri industriali rappresenta un pericolosissimo rischio per chi svolge un lavoro dove tale esposizione è continuativa nel tempo.
Le polveri, penetrando nel corpo attraverso l’inalazione, possono provocare gravissimi tumori alle vie respiratorie e per questo è necessario proteggersi con maschere adatte al tipo di polvere a cui si è esposti.

Esposizione a polveri: ecco i lavori più a rischio

Le vie respiratorie sono una delle parti del corpo umano più sensibili, proprio per questo possono ricevere danni derivanti dall’esposizione a polveri sottili. In passato la mancata adozione di dispositivi utili a proteggere da inalazione di polveri e fibre, come la maschera antipolvere, ha portato alla morte di numerosi lavoratori, oggi, invece, è possibile adottare strategie di prevenzione adeguate. Ecco i lavori più a rischio e le tecniche per prevenire patologie alle vie respiratorie.

L’esposizione alle polveri industriali rappresenta un pericolosissimo rischio per chi svolge un lavoro dove tale esposizione è continuativa nel tempo.
Le polveri, penetrando nel corpo attraverso l’inalazione, possono provocare gravissimi tumori alle vie respiratorie e per questo è necessario proteggersi con maschere adatte al tipo di polvere a cui si è esposti.

Solitamente i tipi di polvere più pericolosi sono quelli di dimensioni minuscole, invisibili ad occhio nudo. Questa tipologia di particella, infatti, è più semplice da inalare in grandi quantità e allo stesso tempo più facilmente resta imprigionata nei tessuti polmonari che ricordano molto una spugna, quindi la polvere, non potendo essere espulsa per esalazione, resta all’interno degli organi e crea danni. Ciò, in linea di massima, perché esistono anche particelle che pur non essendo minuscole, provocano ugualmente molti danni: un esempio è l’amianto formato da fibre piuttosto spesse.

Prima di esaminare come proteggersi, è necessario stabilire chi deve assolutamente usare le apposite maschere. Uno dei luoghi di lavoro più a rischio per il contatto con le polveri è senza dubbio quello dove si pratica la lavorazione del legno, in questo caso i danni possono arrivare sia dalla trasformazione della materia prima, sia dall’uso di vernici e reagenti chimici vari. Tutti i legni producono polveri pericolose, e la lavorazione dei legni duri risulta particolarmente rischiosa, a questo proposito è bene ricordare che la polvere di legno duro in quantità elevate, come quella a cui sono a contatto i lavoratori del settore, è addirittura cancerogena.  Boscaioli, falegnami, mobilieri, bottai, carpentieri in legno, sono i soggetti professionali che più di altri devono prestare attenzione.

Ma oltre ai lavoratori del legno, una moltitudine di altre figure professionali deve prevenire il pericolo delle polveri. Tra queste, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, possono essere citati i lavoratori a contatto con le polveri minerali, come il cemento o derivanti dalla lavorazione delle rocce, i lavoratori a contatto con le polveri fibrose come la lana di vetro, i lavoratori che si occupano della smerigliatura dei metalli, come piombo, mercurio, cromo, in questo caso un ulteriore pericolo è dato dal fatto che, tramite inalazione, possono entrare anche nel flusso sanguigno e diffondersi rapidamente in tutto l’organismo, i lavoratori a contatto con polveri organiche, o con polveri contaminate da agenti biologici come le muffe che si formano nella manipolazione di paglia e fieno, Tra le polveri irritanti per l’apparato respiratorio vi sono anche anche derivanti dalla lavorazione del tabacco e sostanze bituminose. Rischi sono connessi anche ad alcune industrie operanti nel settore alimentare, in particolare per la lavorazione di zucchero, farine, granaglie. Questi sono solo alcuni dei settori in cui è essenziale dotarsi di maschere per la protezione individuale.

In ambito normativo ci sono specifiche indicazioni sia per chi svolge un lavoro che implica un contatto diretto con le polveri (lavoratore esposto) sia per chi, pur non producendo polvere nell’esercizio della propria mansione, deve transitare occasionalmente nei locali (lavoratore potenzialmente esposto).

Usare una maschera antipolvere professionale per prevenire il rischio dell’esposizione alle polveri

Prevenire i rischi per la salute legati alla lavorazione in ambienti in cui vengono prodotte polveri potenzialmente dannose è possibile, per fare ciò è essenziale indossare maschere professionali in grado di filtrare anche le particelle minuscole in modo che non possano essere inalate. In base al tipo di lavorazione e al tipo di esposizione è possibile scegliere diversi modelli, l’importante e che si tratti di prodotti omologati e mantenuti in efficienza grazie a continui controlli, maschere non omologate e non certificate implicano il mancato assolvimento degli obblighi previsti dalla legge, se si è sul posto di lavoro, e soprattutto comportano una protezione incompleta o del tutto inutile. La maschera antipolvere professionale deve essere dotata di un sistema di aerazione che elimini l’aria espulsa e mantenga sempre una pressione costante in modo che non ci siano fastidi legati all’aria in eccesso. Dovendo essere usate per tempi prolungati è necessario che siano poco ingombranti e abbiano un peso non eccessivo.

Esistono maschere antipolvere professionali di diverso tipo e in grado di garantire diversi livelli di protezione:

  • il livello di protezione richiesto deve variare in funzione del lavoro svolto e del rischio connesso;
  • nella scelta della maschera occorre attenersi alle specifiche normative;
  • in generale c’è da sapere che esistono maschere di diverso tipo e diverso materiale;
  • ci sono maschere monouso e maschere multiuso. In entrambe i casi il dispositivo protettivo deve essere conservato secondo le norme igieniche previste e per le maschere multiuso è obbligatoria la corretta igienizzazione della maschera stessa.

Kasco srl fornisce diversi tipi di maschere antipolvere professionali suggerite durante lavori a contatto con polveri, che potrebbero danneggiare seriamente la salute del lavoratore.