Mascherine di protezione per polveri sottili

mascherine per polveri sottili

Le polveri sottili rappresentano un pericolo per tutti, in particolare per chi per motivi di lavoro è esposto per molte ore e per lunghi periodi. Lavorare esposti a polveri nocive, può comportare a lungo andare gravi malattie del sistema respiratorio. Proprio per questo è necessario adottare opportune forme di protezione, cioè le maschere antipolvere professionali il cui uso è previsto per legge. Un corretto uso delle mascherine di protezione contro le polveri sottili, aiuta a difendere la propria salute e a ridurre drasticamente i rischi annessi.

Mascherine per polveri sottili industriali: perché utilizzarle

Le polveri sottili sono comunemente conosciute come PM 10, dove il 10 sta ad indicare il diametro di 10 micron. Negli ultimi tempi in realtà si parla frequentemente anche di PM 2,5 cioè particelle ancora più piccole e quindi più facili da inalare. Le stesse, una volta entrate a contatto con il sistema respiratorio, restano bloccate all’interno di bronchi e polmoni e di conseguenza creano irritazioni, asma, allergie e possono portare patologie di un certo rilievo. All’interno di industrie che lavorano con agenti chimici, industrie metallurgiche, edilizia, lavorazioni di legno e marmo, sabbiatura, verniciatura, il rischio di contrarre patologie a carico dell’apparato respiratorio è molto elevato proprio per questo è fatto obbligo di fornire agli addetti mascherine per polveri sottili. Il ruolo di tali dispositivi è filtrare l’aria e quindi ripulirla delle minuscole particelle invisibili ad occhio nudo. in modo da consentire all’operatore di respirare sempre aria pulita. Ad oggi le mascherine per le polveri sottili industriali sono l’unico modo per evitare danni alla salute in ambienti poco salubri. Rispetto al passato si tratta di dispositivi leggeri e poco ingombranti e che di conseguenza non ostacolano i comuni movimenti da eseguire durante le lavorazioni.

Esistono maschere monouso, adatte in caso di una bassa concentrazione di polveri, per poi passare alle maschere dotate di filtri che possono essere sostituiti con semplicità. In questo caso, si può anche scegliere il tipo di filtro da inserire. Fino ad arrivare agli elettrorespiratori, dotati di batterie ricaricabili, che soffiano aria pulita all’interno della maschera in dotazione, impedendone l’appannamento del visore, e generando una piccola pressione interna, atta a non far entrare in nessun caso polveri dall’esterno.

Questo ultimo modello è sicuramente il più efficiente.

Proteggersi dall’amianto grazie alle maschere protettive

Tra gli impieghi che portano maggiori rischi per la salute degli operatori, vi è di sicuro il trattamento e lo smaltimento dell’amianto. L’amianto è una fibra molto usata in passato a causa dei suoi elevati poteri isolanti, solo dopo averne fatto largo uso in edifici pubblici, privati e in edifici ad uso industriale, è stata resa nota la sua pericolosità. I rischi sono connessi al passare del tempo che porta ad una logorazione dei pannelli. Le fibre quindi si sfaldano e rilasciano minuscole particelle. Ad oggi la bonifica dell’amianto ancora non è terminata e di conseguenza appena si verifica la necessità di bonificare un sito è necessario predisporre tutte le precauzioni per evitare rischi per gli operatori. L’amianto espone a rischio di irritazioni a carico dell’apparato respiratorio, ma soprattutto coloro che sono esposti manifestano un’elevatissima incidenza di cancro a carico della pleura e dei polmoni. L’amianto è un minerale fibroso e non combustibile. In Italia la legge 27-3-1992, n. 257 ne ha proibito l’estrazione, l’importazione e la lavorazione.

In passato l’amianto è stato massicciamente utilizzato in edilizia: veniva impiegato con funzioni isolanti, oppure impastandolo con altri materiali come il cemento (Eternit) o le resine. La presenza dell’amianto di per sé non è necessariamente pericolosa, lo diventa se le sue fibre possono liberarsi nell’ambiente.

L’unico modo per riuscire a trattare l’amianto senza essere esposti a rischi è utilizzare maschere antipolvere per amianto. Queste sono dotate di particolari filtri che riescono a bloccare anche le particelle più piccole di conseguenza evitano che le fibre sfaldate di amianto possano arrivare a pleura e polmoni. La bonifica dall’amianto richiede anche un certo impegno fisico, per questo è necessario che ci sia all’interno della maschera una pressione positiva utile a chi lavora sotto sforzo.

La tipologia di polveri presenti nell’aria, e soprattutto la loro quantità, devono essere i principali fattori che determinano la scelta di un apparato piuttosto che un altro.

Da qui deriva l’esigenza, per gli operatori che eseguono opere di bonifica dall’amianto, di proteggere il loro sistema respiratorio con un dispositivo elettroventilato adeguato. A tal proposito Kasco propone i respiratori con maschera, di 3° categoria, Venus1 T5, T8 o M3 oppure Zenith1 T5, T8 o M3 a filtro antipolvere completi di maschera intera con gruppo ventilatore motorizzato che fornisce aria filtrata direttamente al facciale. La sorgente di energia per il gruppo ventilatore è una batteria che è portata in cintura. L’aria depurata dal filtro entra all’interno dello schermo attraverso la valvola d’inspirazione. L’aria filtrata, durante il percorso per raggiungere l’interno della maschera, lambisce lo schermo impedendone l’appannamento. L’aria espirata dall’operatore e quella in eccesso, vengono espulse all’esterno attraverso la valvola di espirazione. Entrambe le maschere sono certificate EN136:1998, hanno un campo visivo pressoché naturale e un peso inferiore a 600 grammi.

Maschera Venus1: taglia unica, corpo maschera in EPDM, raccordo EN 148-1.

Maschera Zenith1: disponibile in 3 taglie (S,M,L), corpo maschera in silicone, raccordo EN 148-1.

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