Materiali sintetici e rischi per la salute: come proteggersi

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In quali rischi può incorrere chi lavora in aziende che producono materiali sintetici? Quali DPI sono da utilizzare per evitare questi rischi soprattutto per le vie respiratorie?

La produzione di materiali sintetici

L’industria chimica di produzione dei materiali sintetici è uno dei settori più sviluppati del nostro Paese. L’Italia, infatti, ha una lunghissima tradizione industriale grazie a un grandissimo lavoro di ricerca che viene svolto nei laboratori dislocati in tutto il territorio e finanziato da alcune delle compagnie chimiche più importanti del mondo.

Produrre materiali sintetici significa sintetizzare materie in laboratorio attraverso processi chimici complessi e particolari, che richiedono estrema attenzione e precisione da parte dell’operatore che per lunghe ore al giorno devono esporsi ai solventi e ai composti chimici, anche a quelli più dannosi.
Tra i rischi più comuni che corrono gli operatori del comparto chimico impiegati nella produzione di materiali sintetici c’è senza dubbio la costante esposizione ai reagenti, solventi e indicatori che sono costretti a maneggiare per compiere il loro lavoro.

Si tratta di basi chimiche che, spesso, possono essere pericolose per la salute, soprattutto quando entrano in contatto con la pelle e con le vie respiratorie: infatti, molti di questi sono composti altamente volatili che si insinuano facilmente nelle vie respiratorie causando irritazioni, infiammazioni, reazioni allergiche e, in alcuni casi, addirittura ustioni dei tessuti. Una recente ricerca internazionale, infine, ha scoperto che c’è una relazione tra il morbo di Parkinson e l’esposizione ad alcuni solventi industriali.

Grazie alle moderne normative in merito alla sicurezza del lavoro, i laboratori di produzione sono stati attrezzati con sistemi di aspirazione, con banchi di sicurezza che proteggono l’operatore da gran parte dei vapori. Tuttavia, questo non è sempre sufficiente per annullare il rischio, il più delle volte lo limita ma le conseguenze del lavoro a contatto con i solventi minano comunque la salute dell’impiegato. Per questo motivo, quindi, gli operatori sono tenuti a indossare i dispositivi di protezione individuale.

Operare con i solventi: rischi per la salute e dispositivi di protezione

Abbiamo visto quali possono essere le conseguenze di una lunga esposizione ai solventi, rischi per la salute notevoli e di lunga durata possono essere limitati con l’impiego dei DPI previsti per legge. Guanti e camici sono la base per ciascuna operazione ma ancora più importanti sono i dispositivi per la protezione delle vie respiratorie. Possono essere utilizzate le maschere o i respiratori, in base alla tipologia di lavoro svolto ma, in generale, quando di opera nel campo della produzione dei materiali sintetici si suole usare il respiratore, più sicuro e affidabile delle maschere.
La differenza tra i due dispositivi sta nella completa autonomia di respirazione che viene garantita all’operatore che utilizza la maschera per operare coi solventi: questi sono composti molto volatili, che vaporizzano facilmente e dal forte odore acre che si insinua nelle vie respiratorie. In queste soluzioni sono presenti materiali irritanti e dannosi per l’uomo che, in alcuni casi, sono stati anche considerati la causa della comparsa di forme tumorali in individui che per lavoro sono stati a stretto contatto con questi vapori.
Il respiratore è dotato di un filtro che blocca qualunque intromissione e fa pervenire all’operatore esclusivamente aria depurata.
Grazie ai respiratori, l’operatore può lavorare in completa sicurezza anche con i solventi più nocivi, con indosso un dispositivo di protezione individuale sicuro e confortevole che può essere utilizzato per lunghe ore senza causare problemi o disagi.

Tra i dispositivi di protezione individuali per le vie respiratorie, quello più indicato è lo scafandro ventilato fornito dell’azienda Kasco srl.