Patologie polmonari professionali: come prevenirle

Patologie polmonari professionali

Purtroppo molti lavori espongono a rischi per la salute, tra i più pericolosi vi sono i rischi di malattie polmonari dovuti all’inalazione di sostanze pericolose per l’apparato respiratorio. Di seguito le più importanti patologie polmonari professionali e alcuni consigli per prevenirle.

Quali sono le patologie polmonari professionali più gravi?

Le malattie professionali che possono colpire il polmone sono davvero numerose, di seguito un elenco delle malattie polmonari professionali. Alcune di esse sono particolarmente pericolose in quanto non vanno semplicemente a peggiorare la qualità della vita, ma portano al decesso, eccone alcune:

  • bronco-pneumopatia cronica ostruttiva;
  • bronchite cronica;
  • tracheobronchite;
  • granulomatosi polmonare (berillosi) dovuta al solfato di rame;
  • asma bronchiale;
  • fibrosi polmonare;
  • tubercolosi al polmone;
  • carbonchio polmonare;
  • silicosi polmonare;
  • pneumoconiosi fibrogene o polmone nero (tipica dei lavoratori delle miniere di carbone);
  • Asbestosi polmonare;
  • mesotelioma pleurico;
  • Tumori del polmone.

Queste sono solo alcune delle patologie polmonari professionali. Tra queste di particolare rilevanza sono le malattie causate nel lavoro nelle miniere, in particolare vi è un elevato rischio di sviluppare nel tempo una pneumoconiosi fibrogena, anche conosciuta come malattia del polmone nero. Questa è dovuta all’accumulo nei polmoni di polveri che nel tempo formano un tessuto fibrotico che sostituisce il tessuto polmonare sano fino a compromettere la respirazione. Questa patologia con il tempo può danneggiare anche la salute del cuore. Nella maggior parte dei casi per arrivare ad una diagnosi bastano i sintomi, insufficienza respiratoria, associati alla storia del paziente e ad un semplice esame RX che appunto evidenzierà delle macchie.

Come prevenire le patologie professionali delle vie respiratorie

Le malattie causate nel lavoro nelle miniere possono essere prevenute semplicemente evitando che il lavoratore sia esposto al rischio di inalazione. Infatti, le microparticelle di carbone inalate non possono in alcun modo essere eliminate/espulse e quindi sono destinate nel tempo ad accumularsi. Proprio per questo la legge del 1969 per la sicurezza delle miniere di carbone stabilisce che è compito del datore di lavoro fare in modo che la concentrazione di polveri sia compresa tra 8,0 mg per metro cubo e 2,0 mg per metro cubo, avendo però come riferimento standard quest’ultimo.

Inoltre è necessario fornire ai lavoratori dispositivi di protezione individuale idonei a proteggere le vie respiratorie. La scelta più appropriata sono i respiratori professionali con filtri antipolvere in grado di bloccare anche le polveri sottilissime. Ovviamente la miniera, è un ambiente di lavoro alquanto ostile e di difficile gestione, proprio per questo i respiratori per la protezione dalle malattie professionali dei minatori devono essere in grado di assicurare un certo comfort ai lavoratori anche nel caso in cui si lavori sotto sforzo. Inoltre deve essere assicurata una buona visione con sistemi in grado di eliminare l’aria espirata e quella in eccesso, in tal modo si evita l’accumulo di anidride carbonica che è anche causa dell’appannamento della visiera.