Quali sono le patologie professionali che possono colpire il lavoratore agricolo?

TassoDiCrescitaMalattie

Con un numero di imprese che già nel 2010 secondo l’ISTAT superava il milione e mezzo, quello agricolo si conferma uno dei settori trainanti nel nostro Paese. Come ogni altro ambiente di lavoro, però, anch’esso presenta una serie di fattori di rischio per insorgenza di infortuni e malattie.

Dal 2007  si registra infatti un lieve ma costante aumento di casi di patologie professionali legate all’attività agricola, catalogate in maniera sempre più precisa grazie a campagne di sensibilizzazione e a un miglioramento delle conoscenze scientifiche. Terreni irregolari, brusche variazioni meteorologiche, utilizzo di grandi macchinari ed esposizione, spesso, a varie sostanze chimiche sono alcuni tra i principali fattori di rischio legati al lavoro nel settore agricolo.

Malattie professionali del lavoratore agricolo

Esaminando alcuni dati INAIL e ISTAT si comprende come la maggioranza delle malattie professionali nell’agricoltura coinvolgano il comparto muscolo-scheletrico come sindrome del tunnel carpale, tendiniti o affezioni a vertebre, causate da ripetuta movimentazione di carichi o l’utilizzo di strumenti spesso pesanti e poco ergonomici.

Rilevanti, inoltre, i pericoli per l’apparato respiratorio, legati alla prolungata esposizione ad agenti atmosferici e all’uso di fitofarmaci. La loro inalazione può infatti causare intossicazioni acute, con sintomi come nausea, cali di pressione, diarrea e difficoltà respiratorie, o anche croniche, con effetti potenzialmente anche cancerogeni.

Come ci si può proteggere da queste patologie?

Nonostante la totale eliminazione dei rischi sia ovviamente irrealizzabile, è necessario:

  1. sensibilizzare gli operatori del settore
  2. migliorare le procedure di sorveglianza sanitaria

Diventano fondamentali, per chi lavora a stretto contatto con i fitofarmaci, i dispositivi di protezione individuale specifici:

I DPI devono presentare il marchio di conformità CE, con l’obbligo per il datore di lavoro di formare i dipendenti sul loro utilizzo. Un esempio valido arriva da un protocollo della Regione Lombardia del 2010, sulla creazione di un Sistema di Prevenzione Integrato Territoriale, per garantire tanto una migliore formazione dei medici di base (spesso la prima reale interfaccia con gli agricoltori) quanto l’implementazione di un programma di analisi mediche mirate per gli stessi agricoltori. Un’azione di prevenzione a tutto campo, quindi, per diminuire il tasso di queste malattie e migliorare le possibilità di cura in caso di insorgenza delle stesse.

L’azienda Kasco srl, produce DPI specifici per proteggere, il lavoratore agricolo, dalle patologie che potrebbero colpirlo in caso di contatto con sostanze nocive usate in agricoltura.