Lavorare a contatto con le polveri di legno fa male?

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La polvere di legno è un sottile particolato che viene prodotto durante la lavorazione del legno, che avviene in numerose industrie dei diversi settori. La polvere di legno viene prodotta durante tutte le lavorazioni che prevedono l’asportazione di legno, duro o morbido, con macchine utensili di diverso tipo, ma anche da operazioni come lo spolvero dei pezzi, lo svuotamento di contenitori, la pulizia di macchinari/locali/filtri o anche la semplice movimentazione del materiale. La polvere di legno fa male? Sì: la polvere di legno, soprattutto di legno duro, è attualmente considerata cancerogena perché aumenta la percentuale di neoplasie dei seni nasali e paranasali nei lavoratori esposti.

Perché fa male respirare la polvere di legno

Le polveri di legno sono cancerogene perché le loro microscopiche dimensioni gli permettono di disperdersi nell’aria e di essere inalate. All’interno di queste microparticelle, oltre alle componenti fondamentali (cellulosa, lignina) sono contenute numerose sostanze chimiche che caratterizzano le diverse varietà di legno, come tannini, fenoli e terpeni; sono proprio queste le sostanze che presentano un elevato rischio cancerogeno e che sono presenti soprattutto nelle polveri di legno duro. Le polveri di legno sono responsabili dell’insorgenza di:

  • adenocarcinoma e altre tipologie tumorali ai seni nasali e paranasale
  • orticaria
  • dermatiti irritative da contatto
  • bronchiti croniche allergiche
  • alveolite allergica
  • asma allergica e altre patologie collegate all’apparato respiratorio.

Per evitare l’insorgenza di malattie professionali è necessaria una continua valutazione del rischio cancerogeno delle polveri di legno. Il limite attualmente vigente per le polveri di legno duro è di 5 mg/mc, anche se va specificato che si sono verificate reazioni allergiche e infiammatorie in lavoratori anche ben al di sotto di tale limite e che il suo mero rispetto non significa aver messo in atto tutte le procedure per evitare rischi per i lavoratori.

Usare maschere specifiche per evitare di respirare polvere di legno durante la sua lavorazione

Tutte le lavorazioni e le operazioni che potrebbero produrre polvere di legno devono essere eseguite sotto un sistema di aspirazione efficiente e l’aria aspirata va espulsa all’esterno, oppure rimessa in circolo dopo essere passata per un filtro HEPA. Tutti gli ambienti dove le particelle di legno potrebbero depositarsi, come magazzini o nelle vicinanze di macchinari per la lavorazione, dovrebbero essere adeguatamente puliti con mezzi idonei per evitare ai lavoratori anche l’esposizione occasionale.

Gli operatori, anche occasionali, che potrebbero venire a contatto con polveri di legno, devono essere dotati di dispositivi di protezione individuale idonei, come ad esempio gli elettrorespiratori a filtro antipolvere con maschera intera e gruppo di ventilazione che assicura aria filtrata attraverso un tubo apposito. Questa maschera fornita dall’azienda Kasco srl, è anti-appannamento e funziona mediante una batteria al litio posizionata alla cintura con durata 8 ore; sono presenti due filtri anti-polvere P3 e il sistema funziona a pressione positiva per respirare agevolmente anche sotto sforzo. Esistono diverse varianti di elettro-respiratori, ad esempio con batteria integrata nel casco.