Quali sono i rischi lavorativi nell’industria tessile? Come proteggere le vie respiratorie?

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Quello dell’industria tessile è uno dei settori più fiorenti del Bel Paese; è in virtù di ciò che si rende necessario parlare di un aspetto che spesso i media trascurano, ovvero la sicurezza sul lavoro di questo comparto. Proprio qui nasce spontanea una domanda: quali sono i rischi lavorativi nell’industria tessile? Un interrogativo al quale si collega un secondo quesito: come devono essere protette le vie respiratorie dei lavoratori?

La sicurezza sul lavoro nel tessile

Parlare di sicurezza del lavoro tessile significa fare riferimento al Decreto Legislativo n.81 dell’anno 2008. Tale D.Lgs è infatti il riferimento normativo fondamentale sulla sicurezza nell’ambito del lavoro.

I rischi lavorativi dell’industria tessile riguardano:

  • il luogo di lavoro, che deve essere conforme ai requisti delineati nell’art. 63 come da comma 1, da comma 2 e da comma 3;
  • le attrezzature impiegate;
  • la potenziale esposizione a sostanze che possono creare danno alla salute.

In virtù di quanto detto l’industria tessile deve organizzare i propri spazi nel rispetto di parametri determinati. Gli spazi occupati da un’industria che lavora e produce tessili devono rispettare alcuni criteri fondamentali per limitare i rischi da interferenza, ovvero quelli che possono colpire la salute e l’incolumità fisica del lavoratore. Detti criteri prevedono che:

  • le unità di produzione siano collocate in aree differenti;
  • l’area assicuri ai lavoratori lo spazio necessario per operare in maniera proficua;
  • ogni area lavorativa assicuri le vie di fuga necessarie.

In ogni caso è bene sottolineare che sono diversi i rischi a cui sono esposti i lavoratori del tessile: si va dal pericolo chimico a quello del rumore, da questo a quello ergonomico fino ad arrivare al rischio d’incendio e ai problemi che possono essere causati dal sovraccarico biomeccanico.
Per ovviare a possibili incidenti il datore di lavoro deve altresì garantire al proprio personale la giusta formazione.

Sicurezza sul lavoro del tessile: i dispositivi di protezione individuale

Ogniqualvolta un rischio non possa essere eliminato del tutto o non possa essere sufficientemente ridotto dalla prevenzione, dai sistemi di sicurezza collettivi e dall’organizzazione stessa del lavoro, si rende necessario l’impiego di dispositivi di protezione individuale; questi ultimi vengono indicati con l’acronimo DPI.
Sono diversi i cicli della lavorazione tessile in cui vengono utilizzati prodotti chimici nocivi alla salute: si va dai coloranti per arrivare ai prodotti tossici impiegati per la pulizia dei macchinari. Inoltre, proprio i macchinari utilizzati sono responsabili di un inquinamento acustico particolarmente impattante. Non a caso, tra i vari DPI figurano maschere specifiche in grado di proteggere anche l’udito.

In particolare, per la protezione delle vie respiratorie da atmosfere nocive (come ad esempio quelle ove è presente la polvere di cotone, che può causare malattie polmonari professionali come la bissinosi), possono essere utilizzati i respiratori disponibili sul mercato nelle versioni con semimaschera, maschera intera e casco. Questi dispositivi sono dotati di specifici segnalatori che hanno il compito di indicare quando il filtro è intasato e quando risulta necessario sostituirlo.