Respirare polvere di carta fa male: ecco come proteggersi

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La sicurezza sul lavoro è da sempre uno dei temi di discussione più importanti, interessando in pratica tutti i settori lavorativi e la salute delle persone.
La crescente attenzione su questa tematica ha allargato lo studio e l’analisi anche ad attività lavorative prima non considerate, tra le quali la produzione e la gestione della carta; la domanda cui trovare risposta è dunque se respirare polvere di carta rechi danni alla salute e, in caso affermativo, di quale portata.

I danni respiratori derivanti dalla polvere

In termini scientifici la polvere non ha una specifica definizione: si tratta nella pratica di piccolissime particelle, derivanti dalla frantumazione di oggetti solidi in parti più minute.
Respirare grosse quantità di polvere può arrecare spesso danni ai polmoni, derivanti in particolare da:

  • dimensioni delle particelle;
  • natura delle particelle.

La grandezza di ogni particella è determinante per stabilire la pericolosità dell’inalazione della polvere: di regola, minore è la dimensione delle particelle e maggiore sarà la pericolosità del tipo di polvere. È il caso delle cosiddette polveri sottili, che una volta inalate rimangono all’interno dei polmoni e non riescono più a fuoriuscirne.

Il secondo aspetto riguarda la natura delle particelle; si possono suddividere le polveri in due grandi categorie: tossiche e irritanti.
Le polveri tossiche derivano dal trattamento di materiali dannosi per la salute dell’uomo, come ad esempio il mercurio, il piombo o il cromo.
Una volta respirate, queste particelle possono danneggiare i polmoni o, dopo essere entrate nella circolazione sanguigna, altri organi.
Solitamente le polveri tossiche sono sottili, ma alcuni materiali (ad esempio l’amianto) producono delle particelle polverose più grandi ma ugualmente dannose per la salute. Le polveri irritanti invece derivano dai seguenti materiali:

  • bituminoso;
  • farina;
  • granaglie;
  • tabacco;
  • cemento;
  • zucchero;
  • segatura;
  • caffè;
  • tè;
  • carta.

Questa tipologia di polvere ha effetti solamente irritanti su polmoni e vie respiratorie, tuttavia se inalata in quantità concentrata può avere conseguenze dannose per la salute.

Polvere di carta: settori a rischio e soluzioni protettive

Trattando nello specifico l’inalazione della polvere di carta, l’attività lavorativa più a rischio, in quanto maggiormente esposta alle particelle polverose, è certamente quella della produzione nelle industrie cartarie, dove lo sfregamento e la successiva lavorazione del materiale producono delle particelle minute di fibre contenute all’interno della trama.

Tra le varie tipologie di carta, quella riciclata genera solitamente maggiori quantità di polvere, a causa della grandezza inferiore delle fibre.
La polvere di carta può trovarsi, in misura minore, anche nelle fasi di stoccaggio del materiale, nonché negli uffici postali o nei locali di smistamento e deposito di articoli di cancelleria.

Alcune ricerche svolte tra i dipendenti di alcune aziende cartarie hanno individuato la soglia di 5 mg per metro cubo come importante spartiacque: al di sotto dei 5 mg/mc l’inalazione della polvere di carta causa irritazioni nelle prime vie aeree (naso, bocca, gola); concentrazioni superiori a 5 mg/mc danno origine invece a irritazioni e disturbi a livello polmonare.

In merito all’attività preventiva, non è possibile ridurre in alcun modo la quantità di polvere generata nelle fasi di produzione; le uniche azioni che si possono mettere in pratica per diminuire i rischi sono dunque le seguenti:

  • ridurre al minimo possibile il tempo di esposizione alle polveri;
  • utilizzo di maschere di protezione delle vie respiratorie;
  • controlli medici frequenti e periodici per chi è esposto alle polveri;
  • allontanamento preventivo ai primi sintomi di irritazione delle vie respiratorie.