Rischi esposizione silice: ecco come proteggersi in modo efficace

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Dato che la polvere di cristalli di silice non è facilmente controllabile, l’unico modo per proteggersi dalle sue particelle è l’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione individuale.

La malattia respiratoria contratta da chi è maggiormente esposto alla silice

La silicosi è una malattia dell’apparato respiratorio causata dall’inalazione di polveri di cristalli di silice: si tratta di una delle malattie professionali più diffuse al mondo, soprattutto fra coloro che lavorano nelle miniere di metalli e nelle cave di arenaria e di granito. La silicosi fa parte della famiglia delle pneumoconiosi ed è contraddistinta da fibrosi polmonare e procura gravi danni alle vie respiratorie. La patologia si sviluppa a causa delle particelle di silice libera, che entrano in circolo nel corpo umano e che provocano il rilascio degli enzimi tossici, causa di fibrosi polmonare. La malattia si sviluppa in due stadi, in base al tempo di esposizione ai cristalli di silice: il primo stadio, detto silicosi nodulare, non è letale e difficilmente va oltre la tosse e l’espettorazione. Non è inoltre presente una riduzione della capacità polmonare, se non in percentuale minima. Il secondo stadio è quello che può risultare letale: la silicosi a noduli confluenti. In questo caso le ingenti quantità di silice depositate nei polmoni causano gravi danni fra cui ipertensione e granulomatosi polmonare. Il secondo stadio si rende manifesto solo dopo una prolungata esposizione al silicio (circa 10 anni), soprattutto se la quantità di cristalli è molto elevata, come nel caso delle miniere e degli scavi di gallerie. L’unico trattamento possibile è il trapianto polmonare, o una terapia farmacologica che può durare anche molti mesi. Chiunque lavori in miniera o nelle cave dovrebbe sottoporsi ad un controllo al torace ogni 6 mesi circa.

I DPI e le misure che aiutano a prevenire la silicosi

Dato che la polvere di cristalli di silice non è facilmente controllabile, l’unico modo per prevenire la silicosi e proteggersi dalle sue particelle è l’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione individuale. I DPI principali sono maschere specifiche, che consentono una buona protezione delle vie respiratorie grazie agli efficaci filtri anti-polvere. Attenzione, però, perché non tutte le maschere auto-respiratorie sono uguali: i filtri, infatti, sono specifici per il tipo di polvere o gas dal quale ci si vuole proteggere, e devono essere rigorosamente a norma.

A tal proposito, esiste una normativa (art.3 D.Lgs. 475/92) che stabilisce che i dispositivi di protezione individuale devono assolutamente recare il marchio di conformità CE. Per diminuire i rischi, oltre all’utilizzo delle maschere, si dovrebbe anche rendere l’ambiente di lavoro più sicuro, limitando la presenza dei cristalli di silice: un’operazione molto difficile soprattutto in miniera e nelle cave, ambienti per definizione poco aerati. Le micro-particelle di silice possono, tra l’altro, depositarsi sui vestiti, sulle zone del corpo e soprattutto sulle mani: per questo motivo, buona norma è predisporre un luogo in cui i lavoratori possano lavarsi e mangiare, evitando di entrare in contatto con i cristalli. A tal proposito, anche se non strettamente connessi con la respirazione, l’utilizzo dei guanti può risultare molto importante.

Il datore di lavoro è obbligato, per legge, a fornire ai suoi dipendenti DPI adeguati e a norma CE.

Molto utile, per evitare i rischi di esposizione alla silice, è il Respiratore Cleanspace2 dell’azienda Kasco, si tratta di un elettrorespiratore molto innovativo che è dotato di prefiltro e filtro anti-polvere dall’efficienza e qualità molto elevate.