Rischi per chi lavora il marmo? Ecco come difendersi

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Quello del marmista è un lavoro antico e nobile che si tramanda solitamente di padre in figlio da numerose generazioni. E’ un lavoro duro e faticoso che espone l’operatore a tantissimi rischi fisici derivanti dalla tipologia di materiale da lavorare e dalla sua mole imponente.

In cosa consiste il lavoro del marmista?

L’attività principale del marmista è il modellamento delle lastre di marmo che vengono inviate ai laboratori per essere poi trasformate in un prodotto finito. Il campo d’impiego di questo materiale è piuttosto ampio e, di conseguenza, anche la lavorazione che può subire è decisamente variegata. Dal taglio alla levigatura, dalle finiture alla lucidatura, il marmista opera a tutto tondo sul suo materiale per consegnare il prodotto ultimato.
Ciascuna fase della lavorazione è correlata a un rischio specifico a cui il marmista si espone: può essere il rischio da inalazione o da trauma, a sua volta diverso tra contusivo e da taglio. In tutti questi casi, però, l’effetto del rischio può essere mitigato o, in alcuni casi, eliminato, grazie all’impiego dei dispositivi di protezione individuali che aiutano il lavoratore del marmo a operare in totale sicurezza anche in un ambito così altamente pericoloso.

Rischi lavorazione marmo: i DPI

Come detto, i rischi per chi lavora con il marmo sono tanti: una lastra può scivolare e travolgere il marmista sul piede, durante la fase di taglio possono verificarsi incidenti. Inoltre, durante la levigazione, il marmista è soggetto all’inalazione delle polveri di marmo che si insinuano facilmente nel sistema respiratorio andando a depositarsi sui polmoni provocando l’insorgere di malattie, anche gravi, che a lungo andare possono minare in via irreparabile e irreversibile la salute dell’operatore.
I dispositivi di protezione individuali agiscono in tutti questi casi per mitigare le conseguenze di un lavoro così duro a carico della salute.

Tra quelli più importanti ci sono senza dubbio i DPI che proteggono le vie respiratorie. Si tratta di maschere o di respiratori che isolano completamente il naso e la bocca dal contatto con le polveri di marmo, bloccandole e impedendo loro di insinuarsi all’interno dell’organismo. I dispositivi di protezione individuale più efficaci in questo senso sono senza dubbio i respiratori che, dotate di filtro, rendono il lavoratore completamente autonomo nella respirazione. Il filtro, infatti, purifica completamente l’aria in ingresso e la fornisce scevra di polveri: l’anidride carbonica in eccesso viene poi espulsa da una valvola a mono mandata e questo garantisce un ciclo lavorativo continuo e ininterrotto, agevole e pratico, senza i disturbi che solitamente vengono riscontrati con le maschere tradizionali. In questo modo, l’operatore evita l’insorgere di infezioni e di malattie collegate all’accumulo delle polveri di marmo.

Non sono da sottovalutare nemmeno i guanti, che nel caso del marmista devono essere in materiale idoneo a resistere al taglio da lama ma devono anche avere un sistema antiscivolo, che faciliti la presa delle lastre e dei prodotti che, come noto, hanno un peso notevole. Infine, particolare attenzione meritano anche le scarpe che devono essere fornite di rinforzo nella parte anteriore per evitare traumi contusivi a carico dei piedi, dovuti alla caduta e allo scivolamento delle lastre durante il trasporto o la lavorazione.

Tra i dispositivi di protezione individuali per le vie respiratorie, quello più indicato è il Respiratore Cleanspace 2 fornito dell’azienda Kasco srl. Si tratta di un prodotto certificato secondo le normative internazionali che fornisce pressione positiva all’interno della maschera, con un sensore di pressione intrinseca che regola il flusso d’aria per evitare un’eventuale contaminazione. Il design è ergonomico: compatto senza fili, cavi o tubi flessibili da trascinare.