Quali sono i rischi per chi lavora in fonderia con leghe e fusioni?

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Dalla lavorazione in fonderia si ottengono oggetti metallici, denominati getti o fusioni, grazie alla fusione appunto e alla colata dei metalli in apposite forme. La fusione infatti è una tecnica di lavorazione antichissima e ancora oggi largamente utilizzata sotto forma di fonderie in terra, dove la fusione viene svolta da forni fusori o forni ad arco elettrico, o a induzione. La colata può essere in forma permanente o conchiglia oppure in gravità o in pressofusione dove il metallo fuso viene iniettato a pressione. Ma lavorare in fonderia riserva dei pericoli per la salute e per questo motivo è davvero necessario prevenire il più possibile.

Rischi del lavoro in fonderia

Di fronte al lavoro in fonderia non si può non considerare i rischi, di solito gravi, che produce. Se si analizza il lavoro di un addetto all’infornamento, cioè che inserisce il carbone nei forni o celle, si può notare che di solito indossa una maschera per proteggersi dalle esalazioni, ma le emissioni nocive sono tante e la qualità della vita è pessima sia dentro alla fabbrica che fuori, perché anche i dintorni sono assai inquinati. Per questo motivo forse la lavorazione a caldo dovrebbe essere sostituita con forni elettrici, ma i rischi del lavoro in fonderia esisterebbero ugualmente a causa del rumore e dell’elettrosmog, dato che il forno elettrico è come un enorme forno a microonde. La presenza di polveri rappresenta un altro elevato fattore di rischio per la salute dei lavoratori di questo settore manifatturiero.

I rischi del lavoro in fonderia derivano dalla fusione, dai rumori, dal calore eccessivo, da disattenzioni, da facili incendi, e soprattutto dalle polveri.

Rischi anche per le vie respiratorie

Il rischio principale deriva dalla respirazione delle polveri derivanti dalla lavorazione dei metalli le quali possono seriamente danneggiare l’apparato respiratorio provocando tumori e malattie professionali. Ancor di più nello specifico si possono riscontrare: neoplasie, silicosi, flogosi respiratorie croniche, bronchiti croniche e ostruzioni delle vie aeree. Il primo campanello d’allarme è dato dalla dispnea da sforzo, cioè in parole povere, dalla difficoltà respiratoria derivata dalla riduzione della ventilazione alveolare. Quindi ghisa, alluminio e leghe metalliche lavorate in fonderia producono fumi, polveri, fino ad arrivare alle radiazioni in genere e alla radiocontaminazione dei rottami.

Le imprese hanno migliorato la propria struttura e si sono riqualificate aumentando da un lato i livelli di sicurezza per la tutela della salute dei lavoratori con la collaborazione di medici competenti e consulenti che valutano i rischi, e dall’altro installando adeguati impianti d’aspirazione. Ciononostante esistono circostanze nelle quali è indispensabile dotarsi di dispositivi di protezione inviduali per le vie respiratorie. Questi si distinguono in due principali categorie: respiratori con filtro e respiratori isolanti. Questi ultimi si devono usare quando la percentuale di ossigeno è bassa, o quando la concentrazione delle sostanze inquinanti supera i limiti dei respiratori a filtro, oppure se ci sono sostanze inodore. In tutti gli altri casi si dovrà usare il respiratore a filtro contro le polveri, fumi, vapori e gas.

Tra i respiratori disponibili, particolarmente indicato in virtù della sua compattezza, è il respiratore Kompat88 fornito dall’azienda Kasco srl.