Prevenzione rischio biologico sui luoghi di lavoro: perché è necessaria?

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Quali sono i rischi biologici

Con il termine di rischio biologico si intende la possibilità per qualsiasi essere vivente di entrare in contatto con sostanze di natura dannosa per l’organismo. Queste sostanze si possono trasmettere genericamente attraverso tossine, microrganismi o virus.

Le tossine sono sostanzialmente dei veleni che vengono prodotti dagli organismi presenti in natura sia di origine animale che vegetale. Le tossine possono differentemente agire nell’organismo attraverso canali quali il:

  • sangue, distruggendone degli elementi della composizione;
  • la cellula, che viene inibita nelle funzionalità metaboliche ed in altre funzionalità;
  • il sistema neurologico, quando agiscono su diversi stadi dell’attività e se ne riconoscono ben 7 tipologie tra cui il botulismo e la paralisi.

Con microrganismi si individuano tutte quelle forme viventi che non sono visibili ad occhio nudo. Unicellulari, sono presenti in natura in tutti gli habitat. I microrganismi che determinano rischio biologico sono individuabili attraverso la classificazione di:

  • patogeni, che lavorano nell’organismo che li ospita a loro vantaggio;
  • simbionti, che stabiliscono un rapporto di vantaggio reciproco con l’ospite;
  • commensali che a proprio vantaggio utilizzano l’essere vivente che li ospita.

Per virus si intendono quelle infezioni che si sviluppano unicamente all’interno delle cellule viventi.
L’intero ecosistema terrestre ne è colmo e proprio a causa di ciò sono stati condotti studi specifici sulla natura degli stessi cercando di volta in volta di isolarli o inibirli. Il termine virus equivale a “veleno” e può essere trasmissibile in varie forme:

  • contatto;
  • vie respiratorie;
  • trasmissione di sangue.

Essendo parassiti prendono dimora all’interno della cellula ospite e ne condividono lo sviluppo aiutando in questo modo la propria duplicazione.

Prevenzione del rischio biologico: ruolo dell’ RSPP

La conoscenza della reale portata del rischio biologico all’interno del luogo di lavoro è essenziale per mettere in atto i dovuti accorgimenti volti a prevenire i danni alla salute.
Affinché le misure previste dalla normativa siano applicate in ogni momento della fase lavorativa è prevista la presenza sul luogo di lavoro di soggetti responsabili della sicurezza.
In particolare la normativa prevede che sui luoghi di lavoro sia presente un Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP). Tale figura solo in alcuni casi (il limite riguarda il numero dei dipendenti e l’area) può coincidere con il datore di lavoro, in altri casi deve trattarsi di un altro dipendente, oppure di una figura terza. Vista la delicatezza della materia per poter ricevere incarico di RSPP è necessario seguire un percorso formativo che prevede 4 moduli: il primo è basato sulla normativa di settore, il secondo sulla gestione del rischio medio, basso e alto, il terzo modulo è tecnico e si distingue per temi trattati e per durata in base alle attività di cui ci si occupa, mentre il quarto è di tipo relazionale. La durata complessiva del percorso dipende dal tipo di attività di cui ci si occupa e quindi delle conoscenze specifiche da acquisire. L’RSPP ha specifici oneri tra cui collaborare con il datore di lavoro nell’elaborare i dati inerenti i rischi sul luogo di lavoro, controllare le relazioni mediche sulla valutazione dei rischi, deve, inoltre elaborare un piano di sicurezza per la tutela dei lavoratori e procedere all’addestramento dei lavoratori per la prevenzione del rischio biologico.
Vista la particolare delicatezza delle funzioni da svolgere il corso RSPP prevede il superamento di prove per i vari moduli. Per l’accesso al corso è inoltre necessario essere in possesso del diploma di scuola media superiore.
Oltre alla figura del Responsabile Servizio Protezione e Prevenzione può essere necessaria anche la presenza di uno o più addetti alla stessa funzione, il cui ruolo è collaborare con l’RSPP.
L’RSPP deve occuparsi anche dell’uso dei dispositivi di sicurezza individuale per la prevenzione del rischio biologico e valutare che gli stessi siano correttamente utilizzati, efficienti e procedere alla sostituzione quando non sono più in grado di proteggere il lavoratore.

Come prevenire il rischio biologico grazie al corretto utilizzo di DPI specifici

Dispositivi di Protezione Individuale hanno la fondamentale funzione di proteggere l’individuo in qualsiasi settore dell’esistenza, da quello domestico a quello importantissimo del lavoro. In questo ambito, infatti, va riservata particolare attenzione per un insieme di motivazioni da rintracciare proprio nella natura dei luoghi e delle tipologie di situazioni all’interno delle quali l’individuo viene a trovarsi. Il D.Lgs. n. 81/2008, Testo Unico Sicurezza Lavoro, prevede una serie di accorgimenti ed obblighi in tal senso attraverso l’utilizzo di dispositivi orientati alle diverse tipologie di rischio che vanno dalle più lievi a quelle letali.

I Dispositivi di Protezione aiutano a proteggere tutte quelle parti del corpo che potrebbero esporre a rischio il lavoratore: vie respiratorie, testa, udito, occhi e pelle e vengono impiegati quando le normali norme di prevenzione non risultano sufficienti. Per poter essere a norma gli stessi necessita che rispondano a dei parametri riferiti alla normativa vigente che ne prevede i seguenti requisiti:

  • Marcatura CE
  • Certificazioni previste dalla normativa
  • Attestazione che il Dispositivo di sicurezza sia adeguato al rischio da prevenire per cui è impiegato
  • Che il DPI sia corrispondente alle esigenze e salute del lavoratore.

Per concludere non bisogna dimenticare che al di la del necessario utilizzo dei DPI, sia il lavoratore che il datore di lavoro sono tenuti a rispondere a degli obblighi comportamentali da cui non è possibile prescindere pena la nullità di efficacia di ogni sistema adottato.

Per la protezione delle vie respiratorie di chi svolge lavori ad elevato rischio biologico, è consigliabile utilizzare un particolare casco prodotto dall’azienda Kasco srl. Si tratta di un respiratore certificato secondo le norme internazionali che funziona mediante una leggera sovrappressione creata da un flusso di aria filtrata. L’aria viene aspirata e depurata attraverso i filtri per mezzo di una centralina e successivamente inviata attraverso il tubo all’interno del casco.