Rischio biologico in ambiente sanitario: le vie di trasmissione e le misure di prevenzione

rischio biologico in ambiente sanitario

L’ospedale è da sempre un luogo in cui vi è un elevato rischio di contrarre patologie ed infezioni. Ciò vale soprattutto per il personale sanitario. Ecco come è possibile prevenire il rischio biologico in ospedale.

Qual è il rischio biologico per il personale sanitario in ospedale?

Per rischio biologico sanitario si intende la pericolosità derivata dall’esposizione ad agenti biologici patogeni.
La prima cosa da sottolineare è che in relazione ai diversi reparti e alle diverse mansioni di cui ci si occupa, è più probabile che si manifestino determinate patologie piuttosto che altre. Per questo motivo assume particolare rilevanza il documento di valutazione del rischio biologico in ambito sanitario che deve essere redatto dal dirigente o da terzi su commissione di questi. In relazione alla tipologia di rischio è necessario mettere a punto le misure di prevenzione del rischio biologico.

Per i diversi operatori sanitari, ad esempio personale infermieristico, OSS, operatori addetti ai laboratori, personale che si occupa della pulizia della struttura, medici, vi sono diverse vie di trasmissione del rischio biologico. In particolare la modalità di trasmissione delle malattie infettive può essere:

  • per via ematica
  • attraverso le mucose
  • per via aerea oppure per trasmissione orale.

I maggiori rischi sono legati alla possibilità di trasmissione di virus dell’epatite B (HBV) virus dell’epatite C (HCV) e virus dell’immunodeficienza (HIV). I fluidi biologici che espongono al rischio sono numerosi, oltre al sangue anche la saliva, sperma, secrezioni vaginali, liquido pleurico e altri liquidi possono esporre a rischio biologico. La trasmissione oltre che avvenire attraverso piccoli tagli, ferite abrasioni, può avvenire anche attraverso occhi, naso e cavo orale. A tali rischi devono essere aggiunti quelli a cui sono esposti i tecnici di laboratorio che devono utilizzare reagenti chimici potenzialmente pericolosi se non utilizzati secondo rigidi protocolli.

Quali misure di prevenzione contro il rischio biologico adottare?

Tra i soggetti più esposti vi sono gli operatori che sono a contatto con provette, reagenti chimici e che per le mansioni che devono ricoprire sono a stretto contatto con i pazienti. Appare evidente quindi che il rischio biologico per OSS, Operatori Socio Sanitari, e per tecnici di laboratorio è più elevato perché possono inalare virus che si trasmettono per vie aeree o fumi e vapori di reagenti chimici che possono risultare irritanti per occhi e mucose.

Per tutti costoro è possibile prevenire il rischio biologico in ambiente sanitario con l’uso di dispositivi di protezione individuale come gli elettro-respiratori. L’obiettivo di questi DPI è di proteggere le zone sensibili come mucose, naso, occhi, gola, dagli agenti patogeni che si diffondono tramite le vie aeree e le mucose. Le maschere di protezione, grazie alla presenza di batterie e filtri, consentono di avere aria filtrata. Il sistema di valvole permette di espellere l’aria espirata e in eccesso. In questo modo l’operatore ha sempre una situazione di comfort. In base alla tipologia di lavoro eseguita è possibile scegliere tra diversi modelli che variano anche per peso e durata della carica della batteria.