Rischio biologico rifiuti: come proteggere in modo efficace le vie respiratorie

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Tutti i lavori comportano dei rischi professionali, ma alcune professioni espongono più di altre a rischi di danni biologici. Tra le attività che rientrano in tale categoria vi sono quelle condotte dagli operatori ecologici che si occupano di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani o dei rifiuti speciali.

I rischi professionali degli operatori durante la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti

I dati raccolti dall’INAIL sottolineano come gli operatori che si occupano di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono esposti a numerosi rischi al punto che ogni anno fanno registrare molti infortuni. I rischi professionali sono legati sia al cattivo funzionamento delle macchine fornite agli operatori, ad errori nelle manovre, sia dovuti all’esposizione ad agenti patogeni che provocano danno biologico. I rifiuti sono prodotti di scarto che possono generare danno biologico per contatto, ad esempio tramite ferite, per inalazione, spesso, infatti, la presenza in un unico luogo di rifiuti di diverso genere, in particolare in estate, possono generare esalazioni tossiche a causa di reazioni chimiche che si generano tra i rifiuti. Maggiori rischi sono presenti laddove non si esegue una corretta differenziazione dei rifiuti, in questo caso, infatti, è possibile subire inalazioni di agenti patogeni che potrebbero derivare da farmaci o batterie non smaltite seguendo le regolari procedure. Un altro rischio è legato alle esalazioni dovute alla presenza di batteri e funghi la cui formazione è favorita dalle temperature elevate. Infine, vi sono i rischi connessi alla presenza di polvere e allo smaltimento abusivo di amianto che ancora oggi è molto frequente ed espone al rischio di contrarre malattie gravi che si manifestano anche dopo molti anni dall’esposizione. Il rischio di avere disturbi come asma, allergie, ma non solo, è quindi elevato.

L’importanza di proteggere le vie respiratorie

La legge prevede che i lavoratori, qualunque settore occupino, e quindi anche nel caso di operatori ecologici, nello svolgimento delle loro mansioni siano dotati di dispositivi di protezione individuale idonei ad evitare danni fisici e biologici. Oltre alla dotazione di scarpe antinfortunistiche, tute con catarifrangenti, è necessario anche fornire i dispositivi di protezione individuale, DPI, come le maschere facciali. Queste sono indicate per la protezione delle vie respiratorie che possono essere messe in pericolo da inalazione accidentale di sostanze nocive. Viste le peculiarità del lavoro da svolgere deve trattarsi di una maschera che oltre ad essere conforme alle normative, deve anche essere leggera da indossare, in modo da essere tenuta per lunghi periodi di lavoro senza dare particolari fastidi. Deve trattarsi di dispositivi resistenti ai solventi ed anti-graffio. Il dispositivo di protezione individuale per gli operatori che lavorano alla raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti urbani deve essere in grado di evitare respirazione ed inalazione di polveri, anche sottili, e di proteggere dai getti d’acqua lanciati a pressione elevata.

L’azienda Kasco srl fornisce delle maschere adatte per l’utilizzo negli impianti di riciclaggio. Le maschere hanno un corpo in silicone, materiale che si adatta facilmente al volto, e un musetto interno che può essere facilmente rimosso per una pulizia adeguata.