Lavoratori del settore chimico farmaceutico: come proteggersi dai rischi

 

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Quali sono i rischi concreti per gli operatori del settore chimico farmaceutico? Va innanzitutto precisato che gli operatori più esposti sono quelli impiegati nella preparazione dei farmaci.

I rischi del settore chimico

Il settore chimico farmaceutico è uno dei più importanti ma, al tempo stesso, più rischiosi in ambito lavorativo: gli operatori, infatti, vengono continuamente esposti ai vapori e al contatto con reagenti chimici spesso pericolosi per la salute, che a lungo andare possono causare notevoli problemi, soprattutto alle vie respiratorie.
Gli operatori più esposti sono quelli impiegati nella preparazione dei farmaci. Sono loro, infatti, ad avere il maggior contatto con i composti, i preparati e gli agenti chimici. Il rischio chimico più serio si verifica a carico delle vie respiratorie, dove i vapori agiscono irritando e creando reazioni allergiche di portata più o meno seria. Entrando nello specifico, gli operatori di questo settore denunciano la bronchite cronica come malattia professionale più frequente, causata dall’esposizione ai gas, ai vapori e alle polveri sottili risultanti dalle reazioni, ma non mancano anche segnalazioni più lievi come bruciori e infiammazioni dei tessuti che, talvolta, assumono quasi le sembianze di vere e proprie ustioni.
Nei casi più gravi si denota anche la comparsa di tumori a carico di polmoni e cuore, detti Mesoteliomi, particolarmente pericolosi.

I Dispositivi di Protezione Individuali più adatti

Questo quadro di rischio non deve allarmare né tanto meno demonizzare questi lavori, perché è stato appurato che con l’utilizzo costante e corretto dei Dispositivi di Protezione Individuali, tali rischi vengono pressoché abbattuti a favore della salute dell’operatore. I DPI per le vie respiratorie, sono dispositivi , atti a proteggere e preservare le vie respiratorie dall’intrusione di polveri e vapori: maschere e respiratori di ultima generazione che con il minimo ingombro e la minima invadenza aiutano a mantenere una salute sana anche in presenza di reagenti particolarmente aggressivi.
Per migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro degli operatori farmaceutici, inoltre, in tutti i laboratori è obbligatorio che determinate reazioni avvengano in ambiente protetto, spesso isolato e munito di cappa, cosicché ci sia un ulteriore filtro a protezione dell’operatore.
Tornando ai dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie, le maschere facciali sono senza dubbio quelle più utilizzate: si tratta di sistemi dotati di un filtro con la trama più o meno larga in base alla tipologia di lavoro che ci si appresta a fare. Questo fa in modo che i vapori o le micro particelle di sostanze particolarmente volatili vengano bloccate prima di giungere nell’apparato respiratorio. Ovviamente, il filtro ha un’autonomia limitata e per preservare la funzionalità della maschera è importante sostituire i filtri periodicamente, sulla base dell’intensità d’uso della stessa.

Un DPI ancor più potente rispetto alla maschera facciale è il respiratore, un dispositivo di ultima generazione che permette totale indipendenza respiratoria all’operatore, anche quando si trova a operare in ambienti saturi e malsani, purché sia garantita la percentuale minima di ossigeno. La funzione di questo dispositivo è particolarmente interessante, per mezzo di una centralina viene aspirata aria dall’esterno. L’aria, depurata nel passaggio attraverso i filtri, arriva pulita all’operatore.
Anche in questo caso la manutenzione periodica e accurata è indispensabile, soprattutto per quanto riguarda il cambio dei filtri, ma la sicurezza fornita è ai massimi livelli.

Il Respiratore Cleanspace2 della Kasco, è dotato di una centralina ultraleggera e compatta che fornisce aria fresca e pulita a richiesta durante la respirazione, è un respiratore certificato secondo le normative internazionali.