Addetti alla produzione di cosmetici: come evitare rischi per le vie respiratorie

rischio-chimico-prodotti-cosmetici

Si sente spesso parlare di rischio chimico ma sono in realtà pochi quelli che sanno davvero cosa sia. Bisogna preliminarmente dire che questa tipologia di rischio è più diffusa di quanto non si possa pensare e colpisce tantissime tipologie di lavoro, anche quelle meno sospettabili.

Qual è la definizione di rischio chimico

Il rischio chimico, per definizione, è relativo alla possibilità di entrare in contatto con agenti chimici potenzialmente nocivi per la salute dell’uomo: l’aspetto che merita maggiore attenzione in questa definizione, però, riguarda il fatto che i prodotti chimici non vengono impiegati esclusivamente nell’industria chimica o in quelle affini, ma sono ormai diffusi in quasi tutte le preparazioni industriali e, in parte, in quelle artigianali.
Va da se che ci siano settori in cui il rischio è maggiore ma è altrettanto vero che un’esposizione prolungata a piccole dosi di sostanze chimiche o a componenti che, sulla carta, sono meno dannosi di altri, causa comunque effetti dannosi sulla salute.

La definizione di rischio chimico non è entrata da tantissimo tempo nella manualistica sulla sicurezza sul lavoro, prima era principalmente concentrata all’interno delle industrie chimiche ma, grazie a una importante operazione di sensibilizzazione e a una elevata casistica di malattie derivanti dall’esposizione agli agenti chimici, anche gli altri settori hanno preso sul serio questa problematica, facendo in modo di proteggere i lavoratori con dispositivi di sicurezza atti a isolare le parti del corpo maggiormente a rischio di esposizione.
La normativa italiana ha saputo ben fronteggiare questa problematica, con un testo completo e articolato in cui il rischi chimico viene valutato sulla base di tre importanti fattori: la valutazione del pericolo di lavorazione di prodotto, la valutazione dell’esposizione e la caratterizzazione del rischio, che è la somma dei due parametri precedenti.

Rischio chimico prodotti cosmetici: come proteggere le vie respiratorie

Tra le industrie in cui questo rischio è maggiormente sentito c’è quella cosmetica. Il rischio chimico durante la produzione di cosmetici deriva principalmente dall’utilizzo di solventi particolarmente forti che si insinuano facilmente nelle vie respiratorie degli operai, creando nella migliore delle ipotesi fenomeni di irritazione. Se l’esposizione a questi agenti perdura nel tempo, si possono verificare anche malattie più gravi a carico dell’apparato respiratorio, con insorgenza di fenomeno tumorali.

Il dispositivo di protezione consigliato è rappresentato da un respiratore che isola completamente l’operatore e gli permette di respirare aria depurata. Questo tipo di dispositivo è solitamente composto da un filtro elettroventilato, alimentato da una batteria, che elimina le particelle nocive dall’aria che viene immessa all’interno della maschera. L’aria immessa in eccesso e quella espirata dall’operatore, vengono espulse da una valvola unidirezionale che permette all’aria di uscire ma non di entrare, creando quindi le migliori condizioni per il lavoro e la respirazione, evitando la formazione della fastidiosa condensa sul visore.

Questo sistema è l’ideale per garantire le migliori condizioni di lavoro in presenza di sostanze chimiche in sospensione nell’aria, potenzialmente dannose per la salute e, in particolare, per l’apparato respiratorio.