Rischio polveri di alluminio: come difendersi

Rischi polveri di alluminio

Attualmente l’alluminio viene utilizzato nell’industria agro-alimentare, aeronautica, metal-meccanica, farmaceutica ed edilizia (serramenti): in questi settori quindi vanno adottate tutte le precauzioni necessarie ad evitare l’accumulo di polveri di alluminio che, oltre a causare concreti rischio di esplosione, sono dannosi per le vie aeree degli operatori.

Polveri di alluminio: quali i settori industriali più a rischio per la salute dei lavoratori?

L’alluminio è un metallo dalle numerose caratteristiche positive: malleabile, leggero e facilmente legabile ad altri metalli, viene oggi utilizzato in numerose industrie per le sue proprietà di duttilità, resistenza e leggerezza. L’alluminio viene considerato un metallo relativamente sicuro nella sua forma finale, mentre quando si trova sotto forma di polvere o di particolato dalle dimensioni inferiori ai 100 μm, tende a reagire violentemente con l’ossigeno causando fiammate ed esplosioni la cui pericolosità aumenta a temperatura ambiente e in presenza di alte percentuali di ossigeno. Anche il contatto tra acqua e scarti di alluminio deve essere evitato per il rischio che si accumuli idrogeno che, insieme al calore prodotto, potrebbe generare un’esplosione.
Per contenere il rischio di esplosione da polveri di alluminio le industrie che trattano scarti di questo elemento devono dotarsi di cappe di aspirazione per la captazione delle polveri, in modo che non si determini nell’atmosfera una quantità tale da causare un’esplosione. Essendo l’alluminio facilmente ossidabile, le particelle più piccole sono più pericolose perché è sufficiente una minima energia d’innesco per provocare l’esplosione.

Attualmente l’alluminio viene utilizzato nell’industria agro-alimentare, aeronautica, metal-meccanica, farmaceutica ed edilizia (serramenti): in questi settori quindi vanno adottate tutte le precauzioni necessarie ad evitare l’accumulo di polveri di alluminio che, oltre a causare concreti rischio di esplosione, sono dannosi per le vie aeree degli operatori. L’alluminio è inoltre noto da decenni per essere neurotossico e dannoso per i reni, nei quali si accumula, determinando patologie a lungo termine; sia l’esposizione cronica che l’esposizione acuta a questo metallo sono correlate a disturbi psico-somatici di grave entità.

Come proteggersi dal rischio chimico da polveri di alluminio?

L’alluminio non è tossico per contatto, ma può causare gravi patologie se inalato o ingerito. In particolare, i lavoratori esposti alla polvere di alluminio o all’ossido di alluminio rischiano di sviluppare gravi e invalidanti malattie come la fibrosi polmonare, che può essere aggravata dalla presenza di silicati.
I lavoratori che operano a stretto contatto con questo materiale e con i suoi scarti o le sue polveri, dovrebbero dotarsi di un adeguato respiratore con filtri adatti a depurare l’aria inalata. Questa tipologia di respiratore deve essere certificata da norme internazionali ed è consigliabile che abbia una visiera integrale comoda ed ergonomica per l’operatore.

L’azienda Kasco srl, fornisce un particolare respiratore adatto per proteggersi da questi rischi, il quale non protegge solo il viso, ma anche il collo, la testa e le orecchie e grazie alla pressione positiva che si crea nella maschera, è possibile lavorare agevolmente anche sotto sforzo. Questa tipologia di respiratore protegge l’operatore in numerose situazioni lavorative, ad esempio industria chimica, farmaceutica, metallurgica, edilizia; i filtri dell’aria impediscono l’inalazione di polveri sottili, particolati, solventi, esalazioni ecc.