Rischi comparto tessile: quali precauzioni usare

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La lavorazione dei tessuti prevede il contatto degli operatori con sostanze chimiche e l’esposizione a polveri. Proprio per questo i rischi del settore tessile richiedono l’adozione di sistemi protettivi idonei a tutelare gli operatori.

Rischio polveri di tessuto: quali le conseguenze sul sistema respiratorio?

La lavorazione dei tessuti prevede diverse fasi, tra cui l’orditura dei filati, la tessitura, la manutenzione e pulizia e infine, imballaggio e spedizione. In queste varie fasi si viene a contatto con diversi prodotti che hanno lo scopo di rendere i tessuti adatti ai vari usi. Ad esempio, durante la fase dell’orditura la materia prima viene trattata in modo da aumentarne la resistenza e ridurre la formazione di pelucchi. Questi trattamenti possono avvenire con cere a freddo oppure attraverso addensanti in soluzione acquosa, questi semplicemente sono composti chimici come polimeri naturali e alcooli polivinilici.

Altre sostanze che possono provocare irritazioni all’apparato respiratorio, asma, allergie e rischi elevati di patologie gravi all’apparato respiratorio sono il cromo utilizzato per concia e tintura, paraffine e ftalati. Altra fase che prevede rischi per il comparto tessile è quello della successiva fase di pulizia delle macchie per l’ordito e la tessitura. In questa fase, infatti, oltre ad esservi inquinamento acustico di un certo tenore, vi è anche il rischio per le polveri di tessuto generate dalla lavorazione.

Quali DPI per le vie respiratorie usare nelle industrie tessili

Al fine di aumentare la sicurezza sul lavoro nel settore tessile, è necessario fornire agli operatori dei dispositivi di protezione individuale in grado di far fronte ai rischi del comparto tessile. Vista la particolare lunghezza del turno lavorativo nelle industrie tessili è necessario adoperare dei dispositivi leggeri e compatti in modo da non costituire per il lavoratore un ulteriore peso.

Il respiratore deve essere applicato su maschere o semi-maschere in base anche alla tipologia di lavoro che l’operatore deve compiere. Ad esempio, se si è sottoposti ad eccessivo rumore, come nella fase di pulizia delle macchine, può essere utile avere una maschera completa in grado di proteggere anche le orecchie, ulteriore protezione può essere necessaria per gli occhi. Il respiratore deve fornire aria pulita anche in base alla richiesta dell’operatore.

Si è visto in precedenza che nelle lavorazioni tessili vengono usate anche soluzioni acquose, proprio per questo le maschere per la protezione delle vie respiratorie devono essere in grado di proteggere dall’ingresso di liquidi. Per chi è particolarmente esposto ad agenti chimici nocivi e quindi ha necessità di eseguire una doccia di decontaminazione prima di lasciare il luogo di lavoro, la maschera può essere utilizzata anche in tale fase, proprio perché è in grado di proteggere anche da liquidi. Al fine di valutare l’efficienza dei filtri in modo che la protezione sia reale e basata sull’uso più o meno intenso fatto del respiratore, devono essere presenti dei segnalatori che indichino quando il filtro è intasato, quando è necessario cambiare il filtro antipolvere e il livello di carica della batteria. Solo in questo modo sarà possibile dare sicurezza all’operatore del comparto tessile.